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Introduzione ai Csango

I Csango (pronuncia italiana "Ciango"; Csángó in ungherese; Ceangai in rumeno; Chango in inglese) sono un gruppo etnico ungherese della Moldavia, regione storica dell´attuale Romania.  Di religione romano-cattolica in un paese di ortodossi, trovano nella loro fede di rito latino il simbolo della loro peculiaritŕ culturale. Vivono nei pressi delle cittŕ di Bákó/Bacau, Románvásar/Roman e Jászváros/Iasi, distinti in tre gruppi: Csango del Nord (quelli dalla cultura piú arcaica), Csango del Sud e Csango Székely.  Attualmente (1997) il numero dei Csango si aggira tra i 60.000 (numero di coloro che parlano ancora ungherese) e i 103.000, superstiti di una rumenizzazione intensificatasi soprattutto negli ultimi decenni. I cognomi che portano indicano chiaramente il carattere ungherese:  Farcas (che significa "lupo" in ungherese), Dobos (che significa "Tamburino" in ungherese), Cadar (in ungherese significa "bottaio"), Budulai,  Bulai, Ghiurca, Ianus, Janos, Gabor, Ungurianu, Duma, Antal, Mihai, Mihail, Andras, Gyúr, Kalapcs, Erdei, Fekete, Kicsi, Arva, Deak, Bodo, Istvanka, Zod, Kosa, Cosa, Deak, Tanko, Benedek, Hosszu, Ferenc, Balán, Vastag, Zsitar, Bulai, Laki, Csuraj, Dogár, Ezski, Kata, Campoly, Csobotár, Róka, Habari, Szász, Veress, Bálint, Német, Fehér, Ambrus, Fazakas, Borbély, Csúri, Csicsó, Istók, Bába, eccetera... Dediti prevalentemente all'agricoltura, i Csango hanno un patrimonio culturale e artistico ricco e complesso. I Csango conducono una vita semplice, hanno una cultura molto tradizionalista. Mancano loro i soldi, ma non si puó dire certamente che siano poveri. Coltivano la terra, vendono i prodotti che non consumano, vivono in case ben costruite con tecniche tradizionali e riccamente decorate con bellissimi tessuti. 

 

 

 

 

 

Le autoritá cercano di mantenerli nell´ignoranza per poterli controllare meglio ed estirpare in loro il senso di popolo. Mancano  i servizi pubblici piů elementari quali strade, ambulatori, scuole, biblioteche. 

La nuova chiesa di Bákó

 

La nuova chiesa di Lészped

Mentre mancano queste cose, le istituzioni e la chiesa costruiscono gigantesche chiese e case parrocchiali, invece di modernizzare le scuole, le biblioteche, i servizi sanitari.
Il termine "Csango" č documentato fin dall'anno 1400 (Halasz 1993, p. 37) ma non si sa esattamente la sua origine (deriverebbe dal verbo ungherese "csang" che significa "vagare, girovagare", "migrare"; cfr. Tanczos 1997 e Halasz 1993, p. 371). Tale termine entra in uso lentamente per designare gli ungheresi di Moldavia. 
Sull´origine degli ungheresi di Moldavia ci sono varie ipotesi: le piú affascinanti vorrebbero che tali ungheresi si fossero insediati  a partire dal 670 d.C. in questa parte d´Europa che oggi chiamiamo Moldavia e che allora costituita una delle propaggini piú occidentali dell´Etelköz (regione controllata dagli Ungheresi e che si estendeva dal fiume Dniepr all´odierna Moldavia rumena). Piú probabile una lenta e ripetuta penetrazione in una regione in cui fino ad epoche recenti decine di popoli, religioni e culture si sono alternate, incontrate e spesso fuse. Ció spigherebbe la non omogeneitá linguistica e culturale dei Csango. Sicuro é che gli ungheresi, insieme ad altri popoli (Cumani, Iasi, Polacchi, Tedeschi)  ed istituzioni (ordini religiosi stranieri, Cavalieri Teutonici) hanno svolto fin dal VII secolo d.C. un ruolo importante nella storia della Moldavia, da sempre legata all´Ungheria, stato cattolico dall´anno 1000 ed il principale potere della regione fino agli inizi del XVI secolo. Sicuro é che i valacchi (antenati degli attuali rumeni) giungono assai piú tardi e contribuiscono alla formazione di entitá statali - il vojvodato di Moldavia, sottoposto al Regno d´Ungheria - soltanto in seguito alla spedizione nella regione  del re d´Ungheria Luigi il Grande d´Anjou del 1343.
Tutte le altre illazioni, teorie, pseudo-teorie e vere mistificazioni, non trovano sufficiente credito poiché basate su una volontá di proiettare artificialmente nel passato concetti e temi del presente.
Non voler partire da questi dati significa preferire alla realtá il mondo della fanta-storia, dove tutte le genealogie immaginabili possono esser liberamente prodotte, fatte e disfatte. 
La chiesa cattolica di Romania sta gareggiando con quella ortodossa (nazionale; ovvero parte integrante dell´amministrazione statole rumena) a chi é piú "rumeno". E questo, in un paese dove le strutture di potere dell´era Ceausescu é ancora in piedi, vuol dire reprimere ogni diversitá, dagli stessi a-rumeni (popolazione diversa dai cosí detti daco-rumeni maggioritari) ai greci e agli ungheresi.   
I csango poi costituiscono una provocazione ancora piú intollerabile agli occhi dei poteri forti rumeni: sono ungheresi in una terra che non fu mai (a differenza della Transilvania) parte della corona d´Ungheria; parlano una lingua arcaica con moltissimi prestiti rumeni; hanno usi e costumi mutuati dai rumeni e da altri popoli non ungheresi. "Se anche loro si considerano ungheresi, che speranze abbiamo - si domanderá qualche solerte funzionario di curia o di ministero - di avere un bel paese etnicamente e linguisticamente puro?"
Ed é per questa loro complessa identitá che i Csango vengono fatti oggetto di una silenziosa, subdola ed efficacissima rumenizzazione.
Una rumenizzazione condotta con tutti i mezzi: tolto loro il diritto di usare pubblicamente e nelle loro chiese la lingua ungherese, vietate le scuole in lingua ungherese, ostacolato ogni tentativo di creare attivitá economiche csango, da circa mezzo secolo (ma con forsennato vigore dall´era Ceausescu ad oggi) si nega anche la loro origine ungherese. E senza risparmiare i metodi piú gretti e candannabili. Falsificazioni, mistificazione ed uso strumentale della storia, studi razzisti sulla densitá del sangue e sulla struttura encefalo-facciale (pubblicati dalla Diocesi di Jászvásár/Iasi!) sono diventati gli strumenti di una lotta alla cultura csango.
Tale azione contro i Csango é stata intensificata a partire dal marzo 2001, in seguito alla risoluzione votata dal Consiglio d´Europa che chiede alla Romania il rispetto e la promozione dei Csango.
Nel 2002 ben due sono state le conferenze "scientifiche" organizzate dal Parlamento Rumeno (un organo politico!) con lo scopo di dimostrare al Consiglio d´Europa che i Csango sono rumeni e che ogni loro richiesta di uso della lingua e della cultura ungherese é da respingere come faziosa.
Per adesso tali tentativi sono falliti miseramente (nonostante il dire della stampa rumena di regime) ma i problemi dei Csango restano e come!
Ma di questi temi si parla piú in dettaglio nella sezione dedicata alla storia dei csango e alla lotta dei Csango per la piena cittadinanza.

I Csango si dividono in 5 gruppi: Csango del Nord, Csango del Sud, Csango Székely e Csango di Gyimes. In questo sito abbiamo preso in considerazione soltanti i primi quattro.

Ecco i centri abitati dai Csango per ognuno dei cinque gruppi in cui vengono divisi: 
1) Csango del Nord (21.094 persone, 8.180 ungarofoni): a Nord di Roman (contea di Neamt), nelle seguenti localitŕ disposte intorno alla strada E85 che da Bacau va a Suceava: Szabofalva (Sabaoani, in rumeno),  Kelgyest (Pildesti), Ujfalu (Traian), Jugan (Iugani), Balusest (Balusesti), Bargovan (Birgauani), Ploszkuceny (Plascuseni).
2) Csango del Sud (12.979 persone, 9.520 ungarofoni): nella regione collinare a Sud Ovest di Bacau, a Sud della strada E574, nelle seguenti localitŕ: Szeketura (Padureni), Bogdanfalva (Valea Seaca), Ujfalu (Nicolae Balcescu), Trunk (Galbeni), Gyoseny (Gloseni), Nagypatak (Valea Mare).
3) Csango szekelyzzati (69.470 persone, 15.158 ungarofone): nella contea di Bacau, nelle seguenti aree:
 a) Valle del Szeret/Siret (28.397 persone, 23.309 ungarofone), a Sud di Bacau, lungo la strada E85 che da Bacau conduce a Focsani: localitŕ di Kalugaran (Calugareni), Leszped (Lespezi), Gerlény (Gerleni), Bergyila (Berdila), Terebes (Trebis), Lujzikalagor (Luizi-Calagor), Forrَfalva (Faraoani), Klézse (Cleja), Somoska (Somusca), Pokolpatak (Valea Mica), Ajfalu/Dَzsa (Gheorghe Doja), Csik (Ciucani), Külsôrekecsin (Fundu Racaciuni), Kapota (Capata), Berendfalva (Berindeati), Magyarfalu (Arini), Labnik (Vladnic), Szaszket (Sascut-Sat), Tamos (Timasi), Ketris (Chetris), Fortikar (Fornicari).
b) Valle del Tazlo/Tazlau (8.944 persone, 6.100 ungarofoni): ad Ovest di Bacau, lungo la strada che, staccandosi dalla E574, raggiunge in direzione Nord Tazlau: localitŕ di Frumosza (Frumoasa), Pusztina (Pustiana), Ripa Jepi (Bogdanesti), Szoloncka (Tarea?), Kukujoc (Cucuiesi), Szerbek (Floresti), Esztrugar (Strugari), Mلriafalva-Lorguca (Lurgusa), Gajdor (Coman), Esztufuj (Stufu), Balanyosza (Balaneasa), Jenekest (Enichesti), Turlujon (Turluianu), Gyidroska (Veriesti), Berzunc (Berzulesti), Kovesalja (Ardeoani)
c) Valle del Tatros/Trotus (32,129 persone, 15,158 ungarofoni): lungo la strada 12A che da Onesti (strada E574) va a Niercurea-Ciuc): localitŕ di Palanka (Palanca), Csongés (Ciughes), Brusztorosza (Brusturoasa), Komanfalva (Comenesti), Monejst (Moinesti), Dormanfalva (Darmanesti), Doftana (Dofteana), Szalka (Seaca), Valé Kimpuluj (Valea Cimpului), Bogata (Bogata), Aknavasar (Tirgu Ocna), Degettes (Picurele), Szalَonctorka (Gura Slanic), Szlanikfurdô (Slanic Moldova), Scerdak (Cerdac), Szalonc (Cireaoaia), Tatros (Tirgu Trotus), Dioszeg (Tuta), Szôlôhegy (Pirgaresti), Ajfalu (Satu Nou), Szitas (Nicoresti), Bahana (Bahna), Gorzafalva (Grozesti, o Oituz), Furészfalva (Farestrau-Oituz), Onyest (Onesti), Szarazpatak/Valiszaka (Valea Seaca), Gutinazs (Gutinas), Pralea (Pralea), Vizanta (Vizantea Monastireasca). A questi villaggi viene aggiunto anche quello di Sosmezô (Poiana Sarata), lungo il fiume Ojtoz (Oituz)
4) Vengono dette csango anche le seguenti comunitŕ, parzialmente connesse a quelle dei Csango székelyzzati, appartenenti alla cosě detta regione dei Csango di Gyimes, posta nei pressi dello stretto di Ghimes (Gyimes), lungo la statale 12A da Onesti (sulla strada E574) a Miercurea-Ciuc: Gyimespalanka (Palanca), Gyimesbükk (Ghimes-Faget), Gyimeskozéplok (Lunca de Jos), Hidegség, Gyimesfelsôlok (Lunca de Sus) e nelle campagne dei dintorni. La regione si raggiunge costeggiando il fiume Tatros/Totrus, fino allo stretto di Ghimes, posto a 75 km da Onesti (Onyest, giŕ Georghe Gheorghiu-Dej, localitŕ posta a sua volta a 60 km a Sud di Bacau) lungo la strada 12A. La zona puň essere raggiunta anche direttamente da Bacau (Bako), percorrendo verso Ovest per 55 km la strada 2G fino a Comanesti (in ungherese Komanfalva, ovvero "Villaggio dei Cumani"), e da qui percorrendo per 35 km la strada 12A in direzione Nord.
5) Inoltre sono documentati altri usi della parola Csango, relativamente ai seguenti gruppi e comunitŕ:
a) Csango di Bucovina. Spesso vengono chiamati Csango anche i discendenti delle 100 famiglie (Halasz 1993, p. 372) Székely trasferiti a forza dal governo rumeno negli anni successivi al 1940-1945 dalla Bucovina (regione del Nord della Romania) nel Sud dell'Ungheria, nelle regioni di Bلcs, Tolna e Baranya (nei pressi della cittŕ di Pécs). In realtŕ queste popolazioni "csango" sono Székely della Bukovina, provenienti dai paesi di Andrasfalva, Hadikfalva, Istensegits (la cui traduzione č "Dio aiutaci"), Jozseffalva, dove giunsero dalla Transilvania nel XVIII secolo.
  b) Csango di Hétfalu. Abitano la regione di Sacele, nei pressi di Brasov (Brasso, in tedesco Kronstadt, in italiano Brassovia), in Transilvania.
 c) Csango di Déva, cittŕ della contea di Hunedoara, nel Sud Est della Transilvania;
 d) un piccolo gruppo di ungarofoni che vive nella Repubblica ex-sovietica di Moldavia, da mettere in relazione con i Csango di Bucovina (Teleki Pal barati Kore 2000). 

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