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Un popolo in lotta per garantirsi un futuro 

 

Imre Antal, Preghiera per le future generazioni, 2000

"L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalitŕ umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertŕ fondamentali" 

"I genitori hanno diritto di prioritŕ nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli".

Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo, art. 26 (approvata dall´ONU il 10 dicembre 1948)

 

 

I Csango sono una minoranza ungherese di religione cattolica che abita la Moldavia e da almeno due secoli lotta per la sopravvivenza. 

Le autoritá civili e religiose (ortodosse e cattoliche) rumene hanno sempre negato loro il diritto di usare la loro lingua nelle scuole, negli uffici, nelle chiese, per strada.

Gli srtumenti per far questo: torture, minacce di morte, estorsioni, violenze, roghi di libri, intimidazioni, falsificazioni, campagne di denigrazione, violazioni della legge, plagio, perquisizioni della polizia, eccetera...

La rumenizzazione forzata dei csango ha dato ottimi frutti: le resistenze ormai sono vinte. Soltanto in alcuni villaggi c´é ancora qualche coraggioso che si oppone.

Con divieti, leggi, punizioni e minacce la cultura csango é stata quasi completamente annullata. 

Adesso occorre distruggere la memoria di questo silenzioso genocidio.

Da circa mezzo secolo, infatti, si cerca di negare anche l´esistenza di questo popolo. Con tutti i mezzi.

Oggi i Csango vivono in situazioni di estremo disagio. Stando a quando detto da Antal Csicsň, giá presidente dell'Associazione degli ungheresi csango di Moldavia (Moldvai Csŕngňmagyarok Szňvetség, MCSMSZ), nei villaggi csango la disoccupazione č al 60%,  il 10% della popolazione č analfabeta, il 40% č semi analfabeta e soltanto il 2% degli ungarofoni legge in ungherese (lo 0,5% scrive in ungherese). Soltanto il 10% dei giovani in etŕ scolare ha un diploma di scuola media superiore e solo l'1% si iscrive all'universitŕ.
La Romania sta vivendo un momento di crisi e per i csango sembra giunto il momento della resa finale. 
L´unico strumento che potrebbe salvarli da morte sicura é il loro patrimonio culturale, religioso, morale. Da tutto il mondo giungono etnologicam, sulle orme di Béla Bartok, a studiare il loro patrimonio culturale arcaico. 
La loro cultura, le loro tradizioni di grande interesse culturale e turistico potrebbero offrire una buona base di sviluppo economico.
Occorre peró che le autoritá cattoliche e statali si oppongano alla crescita e allo sviluppo sociale e culturale di questo popolo. Se non vogliono collaborare, per lo meno non ostacolino la libera iniziativa di comunitá, villaggi, famiglie, asociazioni e singoli individui csango.

I csango oggi, come ieri, chiedono alcune piccole cose:

1) applicazione del diritto - riconosciuto dal governo - di avviare nelle scuole csango un ora settimanale di lingua ungherese.

Con la L. 36/1997 teoricamente in Romania é possibile avviare un ora di lingua minoritaria nelle scuole in cui i genitori ne facciano richiesta. Nonostante le richieste, le petizioni e dimostrazioni siano state numerose in diversi paesi csango, le autoritá scolastiche competenti non hanno mai attivato tali corsi.

2) la possibilitá di usare le chiese, costruite anche con i soldi csango, per pregare, una volta o due la settimana, in ungherese;
La diocesi cattolica di Jászvásár/Iasi, appellandosi a decreti vescovili del 1893 e 1915, vieta l´uso di lingue non rumene nelle chiese. Va precisato che da tempo in alcune chiese cattoliche della diocesi si celebrano messe in polacco con autorizzazione vescovile. I preti - complici le gerarchie ecclesiastiche pontificie (Nunzio Apostolico per primo) - minacciano i csango con frasi del tipo "l´ungherese é la lingua del diavolo" o "Romano-cattolico significa rumeno-cattolico". In alcuni villaggi sono stato organizzati dai sacerdoti roghi di libri di preghiera in lingua ungherese. I sacerdoti promuovo, ancora oggi nel 2002, studi razzisti sulle caratteristiche del sangue e della morfologia cefalo-facciale delle popolazioni moldave per dimostrare che i Csango sono rumeni. Le chiese tradizionali vengono distrutte con la scusa di dover far posto a chiese piú grandi, ma piú brutte, prive di un reale contatto con il popolo. Vengono distrutte sculture, croci, lapidi, tele e quanto altro mostri un legame con la cultura ungherese csango. La chiesa, durante i censimenti della popolazione, si impegnano con tutti i mezzi, minacce comprese, a far si che i csango si dichiarino rumeni.

3) finanziamenti per avviare lo sviluppo anche nei paesi csango.

Mentre la chiesa cattolica spende ingenti somme nella costruzione di brutte chiese moderne (con lo scopo di distruggere le vecchie chiese tradizionali csango), ogni iniziativa intraprese da gruppi o individui csango volta a sviluppare l´economia, l´istruzione e la sanitá nei paesi csango viene bloccata. Sulle carte molti paesi csango non figurano. Nei villaggi csango le strade sono peggiori che negli altri villaggi. Per i villaggi csango non esiste segnaletica.

Copyright "Associazione Amici dei Csango" (Roma, Italy) - 2001